Tassa sui telefonini, è polemica Siae-Apple

iphone5cE’ polemica fra la Siae ed Apple. L’oggetto del contendere è il nuovo “contributo per copia privata“, definito anche come la nuova tassa sui telefonini. “Firmato decreto copia privata. Il diritto d’autore garantisce la libertà degli artisti e i costi vanno sui produttori, non sui consumatori”, scriveva su Twitter il ministro Franceschini. L’arrivo di questo ulteriore balzello ha creato un po’ di tensione fra la Siae e l’azienda di Cupertino. Infatti Apple non ha perso tempo, correggendo i prezzi degli iPhone in vendita in Italia: l’iPhone 5S da 16GB è passato a quota 732.78 euro, aumentando di 3.78 euro, l’iPhone 5S da 32GB è salito a 843.76 euro, con un aumento di 4.76 euro, infine l’iPhone 5S da 64GB è aumentato di 5.25 euro, passando a 954.25 euro. E’ chiaro che il rincaro sul singolo pezzo è molto basso, chi acquista un iPhone non si ferma davanti ad un aumento di 3 o 5 euro, ma è altrettanto vero che un’azienda come Apple poteva decidere di non applicare simili aumenti su un dispositivo dal costo così alto. Da qui la polemica con la Siae, che non ha perso tempo per attaccare l’azienda di Cupertino. “La SIAE prende atto con rammarico dell’incremento dei prezzi dei dispositivi Apple, fatto che dimostra ancora una volta come la multinazionale americana abbia come unico obiettivo quello di aumentare i propri profitti attraverso la discriminazione dei consumatori italiani rispetto a quelli degli altri Paesi europei dove, pur in presenza di una copia privata più elevata, i prezzi restano notevolmente più bassi” si legge in un comunicato. L’esempio lampante è quello francese, dove l’iPhone viene venduto ad un prezzo finale di 708 euro.

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