ZFS per Mac OS X

zfsZFS (Zettabyte File System) è il più recente e moderno dei filesystem esistenti oggi. Ideato nel 2004 dalla Sun, si rumoreggiava che venisse incluso nel nuovo Mac OS Leopard, rilasciato lo scorso ottobre, ma così non è stato. Adesso è stato reso disponibile per il download, in uno dei siti gestiti dalla Apple ZFS project.

A tutti quelli che decideranno di scaricarlo mi raccomando di prestare infinita attenzione, dato che non essendo una tecnologia Apple ufficiale non viene riconosciuto supporto verso quegli utenti che lamenteranno problemi di sistema.

Per quelli di voi che hanno pochissime conoscenze di sistema, vi possiamo dire che attualmente è l’unico filesystem a supportare i 128 bit: pertanto è in grado di supportare dischi di dimensioni arbitrariamente grandi. Tramite questo filesystem è inoltre possibile recuperare uno stato precedente: per capirci, immaginate che sia possibile annullare una qualunque serie di operazioni su di un disco ZFS. In pratica, è possibile tornare alla situazione in cui si trovava ieri sera o la scorsa settimana.

Lo ZFS è inoltre l’unico in grado di riconoscere i danni ai documenti: se, per qualunque motivo, (immaginate per esempio una calamita che viene poggiata vicina al disco fisso danneggiandone la superficie), il contenuto dei documenti venisse danneggiato, lo ZFS sarebbe in grado di rendersene conto e segnalarvelo; la maggior parte dei piccoli difetti verrebbe automaticamente corretta dal sistema senza la perdita di alcuna informazione.

I danni più gravi verrebbero segnalati in modo da consentire il recupero delle informazioni contenute nel documento da una copia di riserva, sempre che l’abbiate a disposizione.

ZFS è anche il più resistente dei filesystem esistenti: durante il suo sviluppo sono stati tentati innumerevoli crash di sistema togliendo la corrente ai dischi fissi, o scollegandoli forzatamente dal computer ospite, cercando in ogni modo di provocare perdite di dati.  Tutti gli altri filesystem, messi di fronte ad una condizione di questo tipo, richiederebbero riparazioni o ne resterebbero danneggiati. Non così per lo ZFS, che è stato progettato per resistere a questi tipi di maltrattamenti e che pertanto non perde la formattazione di fronte ad eventi di questo tipo.

Lo ZFS è anche l’unico filesystem in grado di usare i dischi rigidi con la stessa facilità con cui i computer usano la RAM: per esempio immaginate di avere un Macintosh da scrivania con un disco fisso da 200 Gb: se inserite sul disco fisso una grande quantità di applicazioni e dati finirete con il consumare tutto lo spazio a disposizione. A questo punto potete certamente aggiungere un secondo disco fisso al vostro sistema, ma normalmente vi troverete con due distinti volumi sulla scrivania e non potrete, ad esempio, aggiungere file di sistema come possono essere i font, dato che si trovano all’interno di una cartella sul disco principale che ormai è esaurito. Non è così per lo ZFS che può combinare due dischi fisici in uno logico e mostrare sulla scrivania un unico volume, sommando le capacità dei due da voi posseduti.

Inoltre, se inserirete in un Macintosh nuovo due dischi fissi e li formatterete con ZFS, questo filesystem registrerà i vostri documenti automaticamente parzialmente sul primo e parzialmente sul secondo disco fisso: questa tecnica, conosciuta con il nome di striping, massimizza le prestazioni di sistema.

Per andare sul sito ZFS project

ZFS

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